Prima di caricare i bagagli e impostare il navigatore conviene dedicare un'ora all'automobile, meglio ancora qualche giorno prima della partenza, così da avere il tempo di rimediare se qualcosa non va. Un lungo viaggio mette alla prova il veicolo in modo diverso rispetto agli spostamenti quotidiani: ore di guida continua, velocità costanti in autostrada, carico maggiore, magari salite di montagna o il caldo dell'estate. Piccoli difetti che in città passano inosservati possono diventare un problema serio a centinaia di chilometri da casa. Molti controlli si possono fare da soli, senza attrezzi particolari, mentre per altri è bene rivolgersi a un'officina di fiducia.
Pneumatici: pressione, battistrada e ruota di scorta
Le gomme sono l'unico punto di contatto tra l'auto e la strada, e meritano la prima attenzione. La pressione va controllata a freddo, cioè prima di aver percorso molti chilometri, perché con il riscaldamento l'aria si dilata e il valore letto risulta più alto del reale. I valori consigliati dal costruttore si trovano di solito su un'etichetta all'interno della portiera del guidatore, sullo sportellino del carburante o nel libretto di uso e manutenzione. Spesso sono indicate due pressioni diverse: una per l'uso normale e una, più alta, per l'auto a pieno carico. Se si parte con famiglia, valigie e magari un portapacchi sul tetto, è la seconda quella da seguire.
Una gomma sgonfia consuma di più, si scalda eccessivamente e peggiora la tenuta in curva e in frenata. Oltre alla pressione va osservato il battistrada: la legge fissa uno spessore minimo, ma già prima di raggiungerlo la capacità di smaltire l'acqua sul bagnato diminuisce sensibilmente. Molti pneumatici hanno piccoli indicatori di usura nelle scanalature, che aiutano a capire a colpo d'occhio quanto margine resta. Vale la pena passare la mano sui fianchi della gomma alla ricerca di tagli, rigonfiamenti o crepe, segnali che richiedono la sostituzione prima di mettersi in strada. Infine non bisogna dimenticare la ruota di scorta o il kit di riparazione: verificate che il ruotino sia gonfio, che il cric e la chiave per i bulloni siano al loro posto e che la bomboletta del kit non sia scaduta.
Liquidi, freni e motore
Aprendo il cofano a motore spento e freddo si possono controllare i livelli principali. L'olio si verifica con l'apposita astina, dopo aver parcheggiato l'auto in piano e atteso qualche minuto: il livello deve stare tra il minimo e il massimo indicati. Se è vicino al minimo conviene rabboccarlo con il tipo prescritto dal costruttore, e se il cambio dell'olio è vicino alla scadenza prevista dal piano di manutenzione può essere il momento giusto per farlo. Il liquido di raffreddamento ha una vaschetta trasparente con le tacche di riferimento; non va mai aperta a motore caldo, perché il circuito è in pressione e il liquido bollente può schizzare fuori.
Il liquido dei freni si trova anch'esso in una piccola vaschetta: un livello in calo può indicare l'usura delle pastiglie oppure una perdita, e in entrambi i casi è opportuno sentire un meccanico. Proprio i freni meritano attenzione particolare se il viaggio prevede discese lunghe, come i passi di montagna. Rumori metallici, un pedale che sembra più morbido del solito o una vibrazione al momento della frenata sono campanelli d'allarme da non sottovalutare. Infine il liquido lavavetri: sembra un dettaglio, ma con insetti, polvere e salsedine il parabrezza si sporca in fretta, e restare senza può ridurre parecchio la visibilità, soprattutto con il sole basso.
Luci, tergicristalli, batteria e climatizzatore
Per controllare le luci basta un aiuto: una persona accende in sequenza anabbaglianti, abbaglianti, frecce, luci di emergenza e retromarcia, mentre l'altra osserva da fuori, e poi si verificano gli stop premendo il pedale del freno. Una lampadina bruciata è un problema di sicurezza oltre che un motivo di sanzione, e avere a bordo un piccolo set di ricambi, dove l'auto lo consente, può tornare utile.
Le spazzole dei tergicristalli si induriscono con il tempo e con il sole: se lasciano strisce o saltellano sul vetro è meglio sostituirle, un'operazione economica e quasi sempre semplice. La batteria, invece, raramente dà avvisaglie prima di cedere. Un avviamento faticoso al mattino è un segnale da prendere sul serio, specialmente se la batteria ha già qualche anno. Molte officine e alcuni centri ricambi la controllano in pochi minuti con un tester. Nei mesi caldi conta anche il climatizzatore: se raffredda poco potrebbe aver bisogno di una ricarica del gas o di un nuovo filtro abitacolo, che migliora anche la qualità dell'aria respirata durante le ore di guida.
Documenti, dotazioni obbligatorie e sistemazione del carico
Prima di partire è bene verificare che la revisione non sia scaduta, che l'assicurazione sia in regola e che patente e carta di circolazione siano a portata di mano. Se si va all'estero conviene informarsi sulle regole del Paese di destinazione, che possono prevedere dotazioni diverse, bollini per le autostrade o limitazioni per l'accesso ai centri urbani. Il triangolo di emergenza è obbligatorio, mentre il giubbotto ad alta visibilità va tenuto in un punto raggiungibile dall'abitacolo, così da poterlo indossare prima di scendere dall'auto in caso di sosta forzata sulla carreggiata. Una piccola cassetta di pronto soccorso, una torcia, dei cavi per l'avviamento e una scorta d'acqua completano un kit di emergenza sensato.
- Documenti dell'auto e del conducente, con i contatti dell'assistenza stradale
- Triangolo e giubbotto riflettente facilmente accessibili
- Torcia, cavi per la batteria e kit di primo soccorso
Anche il modo in cui si carica il bagagliaio influisce sulla sicurezza. Gli oggetti più pesanti vanno sistemati in basso e il più possibile vicino allo schienale dei sedili posteriori, mentre nulla dovrebbe restare libero sulla cappelliera o nell'abitacolo, dove in caso di frenata brusca diventerebbe un proiettile. Non bisogna superare la massa massima consentita indicata sul libretto e, se si usa un box sul tetto, va rispettato il carico ammesso dalle barre. Un'auto molto carica frena in uno spazio più lungo e risponde in modo diverso nelle curve, per cui è bene adeguare la guida fin dai primi chilometri.
Infine c'è il controllo che riguarda chi guida. Pianificare le soste, idealmente ogni due ore circa, dormire bene la notte prima e alternarsi al volante quando possibile sono abitudini che contano quanto la pressione delle gomme. Un'auto in ordine e un conducente riposato sono la combinazione migliore per arrivare a destinazione senza sorprese e godersi davvero il viaggio, anche quello di ritorno.
