Le piazze italiane d'estate sono palcoscenici affollati: comitive che seguono un ombrellino, tavolini all'aperto presi d'assalto, code davanti ai monumenti. Basta però spostare il viaggio di qualche mese perché le stesse piazze cambino volto. In autunno e in inverno la luce si fa più bassa e calda, le pietre restituiscono colori che ad agosto si perdono nell'abbagliamento, e soprattutto torna lo spazio: si può attraversare un selciato senza zigzagare, sedersi sui gradini, osservare con calma i dettagli delle facciate. Ecco sette piazze che, lontano dall'alta stagione, regalano un'esperienza perfino migliore.
Piazza del Campo, Siena
La forma a conchiglia della piazza principale di Siena è una delle immagini più riconoscibili d'Italia. Il pavimento in mattoni è diviso in nove spicchi da strisce di travertino, un richiamo al Governo dei Nove che resse la città tra la fine del Duecento e la metà del Trecento. Tutto converge verso il Palazzo Pubblico e la slanciata Torre del Mangia, da cui, salendo alcune centinaia di gradini, si domina il rosso dei tetti e la campagna senese. D'estate il Campo è legato al Palio, che si corre il 2 luglio e il 16 agosto; fuori stagione, invece, si può fare ciò che fanno i senesi: sedersi direttamente sul mattone inclinato, al sole tiepido del pomeriggio, e guardare la luce che scivola lungo la facciata del palazzo.
Piazza San Marco, Venezia
Nessuna piazza soffre il sovraffollamento quanto quella di San Marco, e nessuna ricompensa altrettanto chi la visita nei mesi freddi. Nelle mattine di novembre o di gennaio, quando la nebbia sale dalla laguna e avvolge il campanile, la basilica con i suoi mosaici dorati appare come sospesa. È anche la stagione dell'acqua alta, fenomeno che da qualche anno è attenuato dal sistema di paratoie mobili del Mose, ma che resta parte dell'identità della città. Le passerelle, le procuratie che si riflettono nell'acqua, i caffè storici sotto i portici con le orchestrine che suonano per pochi avventori: è una Venezia più silenziosa e più autentica.
Piazza Ducale, Vigevano
Meno celebre delle altre, la piazza di Vigevano sorprende chiunque la veda per la prima volta. Fu voluta da Ludovico Sforza, detto il Moro, alla fine del Quattrocento, come grande spazio rinascimentale ai piedi del castello. È un rettangolo regolarissimo, circondato su tre lati da portici con facciate decorate, e chiuso sul quarto dalla cattedrale. La facciata del duomo, realizzata nel Seicento su progetto del vescovo Juan Caramuel, è concava e studiata in modo da allineare visivamente la piazza, mascherando il fatto che la chiesa non è in asse. Fuori stagione Vigevano si gode al ritmo lento della provincia lombarda: un caffè sotto i portici, una passeggiata fino al castello e alla strada coperta che lo collegava alla rocca.
Piazza dell'Anfiteatro, Lucca
A Lucca la storia si legge nella forma stessa della piazza. Le case che la circondano seguono l'ellisse dell'antico anfiteatro romano, sulle cui strutture vennero costruite abitazioni, magazzini e botteghe nel corso dei secoli. Fu nell'Ottocento, con l'intervento dell'architetto Lorenzo Nottolini, che lo spazio interno venne liberato e trasformato nella piazza che vediamo oggi. Si entra attraverso stretti passaggi a volta e ci si ritrova in un anello di facciate color ocra, giallo e rosa. Con il freddo i dehors si riducono e la piazza torna a essere un luogo di passaggio per i lucchesi; vale la pena abbinarla a un giro sulle mura cinquecentesche, percorribili a piedi o in bicicletta, splendide quando gli alberi si colorano d'autunno.
Piazza Grande, Arezzo
Inclinata, irregolare, chiusa da edifici di epoche diverse, Piazza Grande è un piccolo compendio di architettura. Sul lato più alto si allungano le Logge progettate da Giorgio Vasari, che ad Arezzo era nato; sugli altri lati si affacciano case-torri medievali, il palazzo della Fraternita dei Laici e l'abside della pieve di Santa Maria. Molti l'hanno conosciuta al cinema, perché qui sono state girate alcune scene de «La vita è bella» di Roberto Benigni. La piazza ospita a giugno e a settembre la Giostra del Saracino, ma il momento migliore per un viaggio fuori stagione è il primo fine settimana del mese, quando si tiene la storica Fiera Antiquaria che riempie la piazza e le vie del centro di bancarelle.
Piazza del Plebiscito, Napoli
La più grande piazza di Napoli è uno spazio quasi teatrale. Da un lato il Palazzo Reale, con le statue dei re di Napoli nelle nicchie della facciata; dall'altro il grande emiciclo di colonne che abbraccia la basilica di San Francesco di Paola, costruita nell'Ottocento con un'evidente ispirazione al Pantheon di Roma. Per molti anni la piazza fu un parcheggio, poi venne restituita ai pedoni e oggi accoglie concerti e installazioni. In inverno il clima di Napoli resta spesso mite, e la piazza diventa il punto di partenza ideale per scendere verso il lungomare e il Castel dell'Ovo o per salire verso via Toledo.
Piazza Duomo, Ortigia
Sull'isola di Ortigia, cuore antico di Siracusa, la piazza del Duomo è un lungo spazio lastricato in pietra chiara che al tramonto si accende di riflessi dorati. La cattedrale è uno degli esempi più straordinari di continuità della storia europea: inglobato nella struttura c'è il tempio greco dedicato ad Atena, costruito nel V secolo avanti Cristo, le cui colonne doriche sono ancora visibili lungo le pareti esterne e all'interno della navata. La facciata barocca venne invece realizzata dopo il terremoto che nel 1693 devastò la Sicilia orientale. Intorno, palazzi nobiliari e chiese completano una cornice di rara armonia. D'estate la piazza è affollata fino a notte fonda; tra ottobre e marzo, con temperature spesso gradevoli, si può passeggiare in quiete e spingersi fino alla fonte Aretusa e al mare.
Come organizzare il viaggio
Viaggiare fuori stagione richiede qualche accortezza. Gli orari di apertura di musei e monumenti possono ridursi nei mesi invernali, ed è prudente verificarli sui siti ufficiali prima di partire. Le giornate sono più corte, quindi conviene concentrare le visite all'aperto nelle ore centrali e riservare la sera a musei, chiese o ristoranti. In compenso i prezzi di alloggi e trasporti sono generalmente più bassi, e capita più facilmente di trovare una camera con vista nel centro storico. Un abbigliamento a strati e scarpe comode con suola antiscivolo, utili sul selciato bagnato, completano la valigia.
La ricompensa è una piazza restituita alla sua funzione originaria: non un set fotografico da attraversare in fretta, ma un luogo dove la vita della città si incontra, si ferma, chiacchiera. È in queste settimane tranquille che si capisce perché, per secoli, le piazze italiane siano state il vero salotto delle comunità che le hanno costruite.
