Gli pneumatici sono l'unico punto di contatto tra l'auto e la strada. Tutto passa da lì: accelerazione, frenata, sterzata, tenuta in curva. Eppure sono anche la parte della vettura che gli automobilisti controllano meno. Molti guardano la pressione solo quando una gomma appare visibilmente sgonfia o quando si accende la spia sul cruscotto. Nel frattempo, magari per settimane, si viaggia con pneumatici sotto la pressione corretta, senza rendersi conto delle conseguenze. E le conseguenze non sono poche: riguardano la sicurezza, i consumi, la durata delle gomme e perfino il comfort di guida.
Perché la pressione cala
Un pneumatico perde aria anche quando è perfettamente integro. La gomma non è del tutto impermeabile e una piccola quantità d'aria attraversa lentamente la sua struttura. A questa perdita naturale si aggiungono le variazioni di temperatura: quando fa freddo l'aria si contrae e la pressione scende. Il passaggio dall'estate all'autunno, o una notte particolarmente fredda, può bastare a far calare la pressione in modo apprezzabile.
Ci sono poi cause più evidenti. Una valvola difettosa, un piccolo chiodo conficcato nel battistrada, un urto contro un marciapiede o una buca che deforma il cerchio possono provocare perdite lente, difficili da notare a occhio nudo. Per questo il controllo periodico con un manometro è l'unico modo affidabile per sapere come stanno davvero le gomme. Guardare il pneumatico non basta: una gomma con una pressione inferiore anche del venti per cento rispetto al valore corretto, a occhio, può sembrare del tutto normale, soprattutto con i pneumatici moderni a spalla bassa.
Cosa succede al pneumatico
Quando la pressione è troppo bassa, il pneumatico si schiaccia di più sotto il peso dell'auto. L'impronta a terra si allarga e cambia forma: invece di poggiare in modo uniforme su tutto il battistrada, la gomma lavora soprattutto sui bordi esterni, le cosiddette spalle, mentre la parte centrale si solleva leggermente. Il risultato è un'usura irregolare, più rapida ai lati, che accorcia la vita del pneumatico e costringe a sostituirlo prima del tempo.
C'è poi il problema del calore. Un pneumatico sgonfio si flette molto di più a ogni giro di ruota. Questa deformazione continua genera calore all'interno della struttura, soprattutto alle alte velocità e nei viaggi lunghi in autostrada, magari con l'auto carica. Il surriscaldamento può danneggiare gli strati interni della gomma e, nei casi più gravi, portare al distacco del battistrada o allo scoppio improvviso. È uno dei motivi per cui molti incidenti dovuti a cedimenti dei pneumatici avvengono d'estate, con l'asfalto rovente e l'auto piena di bagagli.
Anche il fianco del pneumatico soffre. Una gomma poco gonfia è più vulnerabile agli urti contro buche e cordoli, perché il cerchio può schiacciare la struttura contro l'ostacolo e provocare tagli o rigonfiamenti, le cosiddette ernie, che rendono il pneumatico inutilizzabile.
Cosa succede alla guida
Le conseguenze più importanti riguardano la sicurezza. Con una pressione insufficiente l'auto diventa meno precisa e meno reattiva. Lo sterzo risulta più pesante e lento a rispondere, in curva la vettura tende ad allargare la traiettoria, i cambi di direzione improvvisi, come quelli necessari per evitare un ostacolo, diventano meno controllabili. Se la pressione è diversa tra una ruota e l'altra, l'auto può tirare da un lato, soprattutto in frenata.
Proprio la frenata è un altro punto critico. Una gomma sgonfia deforma l'impronta a terra e riduce l'efficacia della frenata, allungando gli spazi d'arresto. Sul bagnato la situazione peggiora: il battistrada schiacciato evacua l'acqua con più difficoltà e aumenta il rischio di aquaplaning, cioè la perdita di contatto tra pneumatico e asfalto per effetto del velo d'acqua. In quelle condizioni l'auto smette di rispondere ai comandi per qualche istante, che può bastare a provocare un incidente.
Cosa succede al portafoglio
Viaggiare con le gomme sgonfie costa. Un pneumatico schiacciato oppone una maggiore resistenza al rotolamento, cioè richiede più energia per girare. Il motore deve lavorare di più per mantenere la stessa velocità, e questo si traduce in un aumento dei consumi di carburante e delle emissioni. Non si tratta di una differenza enorme sul singolo pieno, ma nel corso di un anno e di migliaia di chilometri diventa una spesa concreta. Per le auto elettriche il discorso è lo stesso, con una riduzione dell'autonomia.
A questo si aggiunge la sostituzione anticipata dei pneumatici per l'usura irregolare, e il possibile danneggiamento di altri componenti, come le sospensioni e i cerchi, sottoposti a sollecitazioni maggiori. Anche il comfort peggiora: l'auto diventa meno stabile, più faticosa da guidare e più rumorosa.
Come controllare la pressione
La pressione corretta non è uguale per tutte le auto. La indica il costruttore e si trova sul libretto di uso e manutenzione, su un'etichetta applicata di solito sul montante della portiera lato guida o all'interno dello sportellino del carburante. Spesso sono riportati due valori: uno per l'auto a pieno carico e uno per il carico normale. Il valore stampato sul fianco del pneumatico, invece, è la pressione massima sopportata dalla gomma e non quella da usare.
Il controllo va fatto a gomme fredde, cioè con l'auto ferma da qualche ora o dopo pochi chilometri percorsi a bassa velocità. Se si misura la pressione dopo un lungo viaggio, il valore risulterà più alto per effetto del calore e si rischia di sgonfiare le gomme per errore. Gli esperti consigliano di verificare la pressione almeno una volta al mese e sempre prima di un viaggio lungo, senza dimenticare la ruota di scorta, se presente.
Dal novembre 2014 tutte le auto nuove immatricolate nell'Unione europea devono essere dotate di un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici, che accende una spia sul cruscotto quando rileva un calo significativo. È un aiuto prezioso, ma non sostituisce il controllo periodico: il sistema interviene quando la perdita è già consistente, mentre per guidare in sicurezza e senza sprechi la pressione dovrebbe essere sempre quella indicata.
Bastano pochi minuti dal benzinaio, con il compressore che quasi tutte le stazioni di servizio mettono a disposizione. Un gesto semplice che protegge chi viaggia, allunga la vita delle gomme e fa risparmiare carburante. Pochi controlli in auto offrono così tanto in cambio di così poco.
