Il telefono vibra sul tavolo mentre si sta scrivendo una mail, leggendo un documento o semplicemente parlando con qualcuno. Lo schermo si accende: una promozione del supermercato, un gioco che ricorda di tornare a giocare, un'app di consegne che propone uno sconto, la notifica che qualcuno ha messo un like a una foto di tre giorni fa. Nessuna di queste cose richiede una risposta immediata, eppure ognuna riesce a spostare l'attenzione per qualche istante, e spesso per molto più di qualche istante.
Disattivare le notifiche inutili è uno degli interventi più semplici che si possano fare sul proprio smartphone. Non richiede app aggiuntive né abbonamenti, si fa in pochi minuti dalle impostazioni e si può annullare in qualsiasi momento. Gli effetti non sono miracolosi, ma sono concreti, e vale la pena capire quali sono davvero e quali invece vengono un po' gonfiati.
Meno interruzioni, meno fatica per tornare a ciò che si stava facendo
Il vantaggio principale riguarda la concentrazione. Chi studia il lavoro e l'attenzione lo descrive da anni: ogni interruzione ha un costo che non si esaurisce nel tempo speso a guardare lo schermo. Quando si torna al compito di prima bisogna ricostruire il filo, ricordare dove si era arrivati, rimettere in ordine i pensieri. È il cosiddetto costo del rientro, e chiunque abbia provato a scrivere qualcosa di impegnativo con il telefono acceso accanto lo conosce bene anche senza averne mai letto la definizione.
Una notifica inutile non costa soltanto i due secondi necessari a leggerla. Spesso apre una catena: si sblocca il telefono, si guarda l'app che ha mandato l'avviso, già che ci si è si controllano i messaggi, poi la posta, poi un social. Ridurre il numero di segnali in arrivo significa ridurre il numero di volte in cui questa catena può partire. Il risultato si avverte soprattutto nelle attività lunghe, come lo studio, la lettura o il lavoro che richiede attenzione continuativa.
La batteria: un effetto reale ma modesto
Si legge spesso che spegnere le notifiche fa durare molto di più la batteria. Conviene essere onesti: l'effetto esiste, ma è contenuto. Ogni notifica può accendere lo schermo, attivare la vibrazione, riprodurre un suono e in alcuni casi risvegliare il processore. Moltiplicato per decine di avvisi al giorno, qualcosa si risparmia. Tuttavia la parte più consistente del consumo resta legata al tempo di schermo acceso, alla luminosità, alla qualità del segnale e alle app che lavorano in background indipendentemente dagli avvisi.
Il guadagno più interessante, sotto questo aspetto, è indiretto. Se le notifiche inutili smettono di invitare ad aprire il telefono, si finisce per usarlo un po' meno, e quel tempo di schermo risparmiato pesa sulla batteria più di quanto pesino le singole vibrazioni. Chi si aspetta una giornata in più di autonomia resterà deluso; chi si accontenta di arrivare a sera con un margine leggermente più ampio potrebbe notare la differenza.
Meno controlli compulsivi e avvisi importanti più visibili
C'è poi un effetto meno evidente ma forse più importante. Quando il telefono suona di continuo, si sviluppa l'abitudine di prenderlo in mano anche quando non ha suonato, solo per verificare. Molte persone conoscono la sensazione di una vibrazione immaginaria nella tasca. Riducendo il flusso di avvisi, quel gesto automatico tende ad attenuarsi, perché il telefono smette di essere una fonte costante di piccole novità.
Il secondo vantaggio è quasi paradossale: meno notifiche significano notifiche più utili. Se lo schermo mostra venti avvisi, il messaggio di un familiare o la conferma di un pagamento si perdono in mezzo agli altri. Se ne mostra tre, quei tre vengono letti. Una lista corta e pulita restituisce valore a ciò che arriva, invece di abituare a scorrere e cancellare tutto senza guardare.
Come intervenire su Android e su iPhone
Su iPhone il punto di partenza è la voce Notifiche nelle Impostazioni. Lì compare l'elenco delle app installate e per ciascuna si può decidere se consentire gli avvisi, se mostrarli sulla schermata di blocco, nel Centro Notifiche o come banner, e se attivare i suoni. Nella stessa sezione si trova il Riepilogo programmato, che raccoglie le notifiche delle app scelte e le consegna tutte insieme negli orari indicati, per esempio la mattina e la sera. È una soluzione utile per quelle app che non si vogliono silenziare del tutto ma che non meritano di interrompere in tempo reale. Completano il quadro le modalità Full immersion, che comprendono Non disturbare e permettono di creare profili per il lavoro, il sonno o la guida, e la sezione Tempo di utilizzo, che mostra quante notifiche arrivano da ciascuna app.
Su Android i nomi cambiano leggermente a seconda del produttore, ma la logica è la stessa. Dalle Impostazioni si apre la sezione Notifiche, dove compaiono le app che inviano più avvisi. Toccando un'app si può spegnere tutto oppure intervenire sulle singole categorie: molte applicazioni separano, ad esempio, i messaggi diretti dalle offerte promozionali, e si può tenere i primi e spegnere le seconde. La modalità Non disturbare consente di stabilire eccezioni per contatti e app specifici, mentre il pannello Benessere digitale mostra il numero di notifiche ricevute e offre funzioni come la modalità riposo per le ore notturne.
Cosa tenere attivo e cosa spegnere
Il criterio più semplice è distinguere tra ciò che arriva da una persona e ciò che arriva da un sistema. Messaggi, chiamate e conversazioni con familiari, amici e colleghi meritano in genere di restare attivi, magari con qualche gruppo silenziato. Le notifiche generate automaticamente da giochi, negozi online, app di contenuti e social sono invece le prime candidate allo spegnimento.
Ci sono poi categorie che è meglio non toccare. Gli avvisi della banca, i codici di verifica per l'accesso in due passaggi e le conferme di pagamento servono a tenere sotto controllo i propri conti e a riconoscere subito un'operazione sospetta. Lo stesso vale per gli avvisi legati alla sicurezza, come gli allarmi di emergenza o le notifiche di accesso agli account. Sveglie, promemoria di farmaci, calendario e scadenze importanti restano naturalmente indispensabili.
Tutto il resto si può rivedere senza timore. Nessuna scelta è definitiva: se dopo qualche giorno ci si accorge di aver perso un avviso che serviva davvero, basta riattivarlo. Il bello di questa operazione è che si adatta alle proprie abitudini, e dopo un paio di settimane il telefono smette di sembrare un dispositivo che chiede attenzione e torna a essere uno strumento che si usa quando serve.
