Il corpo umano è fatto in gran parte di acqua e la perde di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo: con il respiro, con il sudore, con l'urina. In condizioni normali basta bere e mangiare in modo regolare per rimettere in pari i conti. Ma basta una giornata di caldo intenso, una febbre, un episodio di gastroenterite o semplicemente qualche ora passata a lavorare senza ricordarsi della bottiglia per far pendere la bilancia dalla parte sbagliata. La disidratazione non arriva quasi mai all'improvviso: si annuncia con una serie di segnali che, se riconosciuti in tempo, permettono di intervenire con semplicità prima che la situazione diventi seria.
La sete arriva quando il deficit è già cominciato
Il primo campanello è il più ovvio, ma anche il più sottovalutato. La sete è un meccanismo di allarme efficace, però scatta quando l'organismo ha già perso una certa quantità di liquidi. Aspettare di avere la bocca secca per bere significa, in pratica, rincorrere il problema invece di prevenirlo. Questo vale soprattutto per gli anziani, nei quali lo stimolo della sete tende ad attenuarsi con l'età: una persona di ottant'anni può essere disidratata senza avvertire alcun bisogno particolare di bere, ed è per questo che nelle famiglie e nelle strutture di assistenza si raccomanda di offrire acqua a intervalli regolari, senza attendere la richiesta.
Accanto alla sete compare spesso la secchezza della bocca e delle labbra. La saliva diventa più densa, la lingua appare asciutta, a volte si avverte un sapore sgradevole. Sono sensazioni che meritano attenzione quando si accompagnano agli altri segnali.
Il colore dell'urina come indicatore quotidiano
Uno degli strumenti più semplici per capire se si sta bevendo abbastanza è osservare l'urina. Quando l'idratazione è adeguata il colore è giallo chiaro, simile alla paglia. Man mano che i liquidi scarseggiano, i reni trattengono acqua e l'urina diventa più concentrata, assumendo una tinta gialla intensa o ambrata, talvolta con un odore più forte. Anche la frequenza conta: andare in bagno molto meno del solito nel corso della giornata, o produrre quantità ridotte, è un segnale chiaro che l'organismo sta cercando di risparmiare acqua.
Bisogna però tenere conto di alcune eccezioni. Certi integratori vitaminici, in particolare quelli del gruppo B, possono colorare l'urina di un giallo acceso senza che questo dipenda dalla quantità di liquidi assunta. Lo stesso vale per alcuni farmaci e per alcuni alimenti. Il colore resta comunque un indizio utile se lo si interpreta insieme al resto.
Stanchezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione
La disidratazione lieve non si manifesta soltanto con sintomi legati all'acqua in senso stretto. Molto spesso il primo effetto percepito è una stanchezza che non ha una spiegazione evidente: ci si sente fiacchi, svogliati, si fatica a portare a termine attività normalmente semplici. Può comparire un mal di testa sordo, diffuso, che tende a peggiorare con il passare delle ore. Anche la capacità di concentrazione ne risente, e non è raro sentirsi più irritabili del solito.
Questi sintomi sono insidiosi perché generici. Si possono confondere con la mancanza di sonno, con lo stress o con una giornata particolarmente pesante. Una buona abitudine, quando ci si accorge di essere stanchi o di avere mal di testa senza motivo apparente, è chiedersi quanto si è bevuto dal mattino: spesso la risposta è sorprendentemente poco.
Con l'aumentare del deficit possono aggiungersi capogiri, soprattutto quando ci si alza in piedi rapidamente. La riduzione del volume di liquidi nel sangue fa sì che la pressione cali e che il cervello riceva per qualche istante meno sangue del necessario. Ne derivano quella sensazione di testa leggera e, nei casi più marcati, la vista che si annebbia per un momento.
I segnali sulla pelle e nel corpo
La pelle di una persona disidratata tende a essere più secca e meno elastica. Un tempo si usava un piccolo test: pizzicare delicatamente la pelle sul dorso della mano e osservare quanto rapidamente torna in posizione. Se resta sollevata per qualche secondo, può indicare una perdita di liquidi. Il test ha dei limiti, perché con l'età la pelle perde naturalmente elasticità, ma nei bambini e negli adulti giovani può fornire un'indicazione.
Altri segnali fisici sono i crampi muscolari, frequenti in chi fa sport o lavora all'aperto con il caldo, e una sensazione di freddo alle mani e ai piedi. In questi casi non si perde soltanto acqua, ma anche sali minerali come sodio e potassio, che hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di muscoli e nervi. Il cuore può accelerare il battito per compensare il calo di volume del sangue, e il respiro farsi più rapido.
Bambini e anziani, i più esposti
Neonati e bambini piccoli sono particolarmente vulnerabili, perché in proporzione al peso perdono liquidi più in fretta e non sono in grado di chiedere da bere. Nei più piccoli i segnali da osservare sono il pannolino asciutto per diverse ore, il pianto senza lacrime, la bocca asciutta, una sonnolenza insolita o al contrario un'irritabilità marcata. Nei lattanti anche la fontanella, la zona morbida sulla sommità del capo, può apparire leggermente infossata. Diarrea e vomito, in un bambino piccolo, vanno sempre seguiti con attenzione proprio per il rischio di disidratazione.
Negli anziani, oltre alla sete ridotta, pesano spesso altri fattori: farmaci diuretici, difficoltà a muoversi per raggiungere l'acqua, timore di dover andare in bagno troppo spesso. In questa fascia d'età la disidratazione può manifestarsi con confusione, disorientamento o un improvviso peggioramento delle condizioni generali, sintomi che i familiari a volte scambiano per altro.
Quando non basta bere un bicchiere d'acqua
Nella maggior parte dei casi la disidratazione lieve si risolve bevendo con regolarità, a piccoli sorsi, e riposando in un ambiente fresco. Quando si è perso molto liquido per vomito, diarrea o sudorazione intensa, possono essere utili le soluzioni reidratanti orali che si trovano in farmacia, studiate per reintegrare insieme acqua e sali minerali. Le bevande molto zuccherate e gli alcolici non sono una buona scelta, perché possono peggiorare la situazione.
Esistono però segnali che richiedono di rivolgersi subito al medico o al pronto soccorso: confusione mentale, sonnolenza difficile da vincere, svenimento, battito cardiaco molto accelerato, assenza di urina per molte ore, incapacità di trattenere i liquidi a causa del vomito. Nei bambini piccoli e nelle persone anziane o con malattie croniche è bene non aspettare e chiedere un parere anche di fronte a sintomi meno gravi. Riconoscere per tempo i segnali, in fondo, serve proprio a questo: intervenire quando basta ancora poco.
